L’Etna Rocca d’Api a Vitignoitalia

maggio 8, 2010 Scritto da Vincenzo Postiglione  
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etna rocca d'apiEtna Rocca d’Api alla sesta edizione di VitignoitaliaL’azienda di Zafferana Etnea propone i suoi vini tutti da vitigni autoctoni

Napoli, Castello dell’Ovo, 16-18 maggio
Sala A – Prigioni, Livello inferiore, Stand A3

Etna Rocca d’Api sarà presente alla sesta edizione di Vitignoitalia, il salone del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano, che si terrà presso il Castello dell’Ovo di Napoli dal 16 al 18 maggio 2010.
Quella partenopea è la kermesse enologica perfetta per l’azienda zafferanese i cui vini sono esclusivamente prodotti con vitigni autoctoni etnei, nella convinzione della famiglia Castorina che proprio in questo modo si può interpretare al meglio l’anima vinicola del vulcano.

Ecco i vini che Etna Rocca d’Api porterà in degustazione a Vitignoitalia: Le Moire rosso 2008, nerello mascalese e cappuccio, Le Moire rosato 2008, nerello mascalese e cappuccio, Le Moire bianco 2009, carricante e catarratto, Zero Uno rosso 2006, nerello mascalese e cappuccio, Zero Uno bianco 2006, carricante e catarratto, Insulae, brut, nerello mascalese in purezza. E gli speciali: Pietra Focaia, Moscato Sicilia igt 2008 dalla rara Moscatella dell’Etna e la Grappa di Nerello Mascalese.

Di particolare interesse è la Moscatella dell’Etna: diffusa a macchia d’olio nella zona, è presente in gran numero nel vigneto di Contrada Verzella a Castiglione di Sicilia. Attualmente non è chiara l’origine ampelografica della varietà. Nel tentativo di risalire alle parentele, Etna Rocca d’Api ha preso contatto con la scuola enologica di San Michele all’Adice (Tn), inviando schede e alcuni materiali di studio.

Etna Rocca d’Api nasce negli anni ’50 a Zafferana Etnea, versante Nord del vulcano, quando Salvatore Castorina cominciò a produrre poche bottiglie per la famiglia e gli amici. Con gli anni, il figlio Eugenio, insegnante di professione e vigneron per passione, lo fece conoscere tra i ristoratori di Catania e Taormina. Oggi sono i giovanissimi Salvatore e Rosaria a continuare l’opera del padre.

Negli ultimi anni, i vini Etna Rocca d’Api hanno battuto diversi record. Oggi le bottiglie prodotte sono quasi 100 mila, delle quali il 70% circa è commercializzato all’estero in Germania, Belgio, Olanda, Malta, Finlandia, Norvegia, Giappone, Australia e Stati Uniti.
In Italia, gli Etna doc della famiglia zafferanese sono distribuititi attraverso il canale Horeca, dove hanno conquistato regioni vocate alla produzione di vini d’eccellenza, come Toscana, Campania, Lazio e Puglia, e si possono trovare nei ristoranti e nelle enoteche di Liguria, Emilia Romagna e Lombardia.

Le terre nere dell’Etna, ricche di sabbia vulcanica, permeabili, minerali e nutritive interagiscono con un microclima unico, determinato dall’altitudine e dall’esposizione. Sul vulcano freddo e caldo si inseguono repentinamente con effetti benefici sui processi di fioritura, invaiatura e maturazione delle uve, regalando a ogni singolo acino zuccheri e acidi che si sprigionano nei vini in un naso intenso e una bocca fresca e armonica.

Etna Rocca d’Api conta oggi ventisei ettari di vigneti, dislocati su tre versanti del vulcano, nell’area protetta del Parco dell’Etna, tra i 500 e gli 850 mt. slm: quello storico di Zafferana Etnea in Contrada Rocca d’Api, 11 ettari a Castiglione di Sicilia, a Verzella e Passopisciaro, e 14 ettari a Biancavilla, in Contrada Padre Vitale.

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